Nabucodonosor II

Definizione

Joshua J. Mark
da , Tradotto da Giuseppe E. Bertagna
Pubblicato il 07 novembre 2018

Testo originale in inglese: Nebuchadnezzar II

Nebuchadnezzar II (by Hedning, Public Domain)

Nabucodonosor II ca. 605/604-562 AEC) fu il più grande re dell'antica Babilonia durante il periodo dell'impero neobabilonese (626-539 AEC), in successione al suo fondatore, suo padre, Nabopolassar (ca. 626-605 AEC). Nabopolassar aveva sconfitto gli assiri con l'aiuto dei medi e liberato Babilonia dal dominio assiro. Continuò quindi la sua conquista della regione e fornì al figlio una base stabile e un'ampia ricchezza su cui costruire; un'opportunità di grandezza di cui Nabucodonosor approfittò pienamente, così come Alessandro Magno (ca. 336-323 AEC) avrebbe poi beneficiato del tesoro e dell'esercito permanente che gli fu lasciato dal padre Filippo II di Macedonia (ca. 359-336 AEC).

Nabucodonosor sposò la meda Amytis (630-565 AEC) e si assicurò così un'alleanza tra i medi e i babilonesi (essendo Amytis la figlia o forse la nipote di Ciassare, re dei medi) e, secondo alcune fonti, le fece costruire i giardini pensili di Babilonia per ricordarle la sua patria, la Persia.

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Salito al trono, Nabucodonosor parlò agli dei nel suo discorso inaugurale, dicendo: "O misericordioso Marduk, possa la casa che ho costruito durare per sempre, possa io saziarmi del suo splendore, raggiungervi la vecchiaia, con abbondante prole, e ricevere in essa il tributo dei re di tutte le regioni, da parte di tutta l'umanità". (Kerrigan, 39). Sembra che il suo dio patrono Marduk abbia ascoltato la sua preghiera in quanto, sotto il suo regno, Babilonia divenne la più potente città-stato della regione e Nabucodonosor II stesso il più grande re guerriero e sovrano del mondo conosciuto.

Nella Bibbia è ritratto in una luce poco lusinghiera, in particolare nel libro di Daniele e nel libro di Geremia, dove è considerato un 'nemico di Dio' e che la divinità degli israeliti intende fare di lui un esempio o, al contrario, come agente di Dio usato come strumento contro gli infedeli seguaci di Yahweh. Morì nel 43o anno del suo regno quando era il più potente monarca del Vicino Oriente nella città che amava.

Part of the Processional Way at Babylon
Part of the Processional Way at Babylon
by Osama Shukir Muhammed Amin (CC BY-NC-SA)

Primi anni di vita e ascesa al potere

Nabucodonosor II nacque intorno al 634 AEC nella regione della Caldea, nel sud-est della Babilonia. Il suo nome in realtà in lingua caldea è Nabu-kudurru-usur ("O Nabu, proteggi il mio primogenito"), mentre 'Nabucodonosor' è il nome col quale lo conoscevano gli israeliti di Cànaan (dall'accadico 'Nebukadnezàr'). Era il figlio maggiore di un generale babilonese dell'esercito assiro, Nabu-apla-usur ("Nabu, proteggi mio figlio"), meglio noto come Nabopolassar.

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In quel tempo l'impero assiro controllava ancora la regione ma era nei suoi ultimi giorni. L'impero era diventato troppo grande da gestire e iniziava a indebolirsi verso la fine del regno dell'ultimo grande re assiro Assurbanipal (ca. 668-627 AEC) Nel 627 AEC gli assiri mandarono due loro rappresentanti a occuparsi di Babilonia, ma Nabopolassar si rifiutò di sostenerli, li rimandò a casa e fu incoronato re nel 626 AEC.

NABUCODONOSOR II MARCIÒ CONTRO IL REGNO DI GIUDA IN CÀNAAN NEL 598/597 A.C. E CON LA CADUTA TIRO NEL 585 A.V., CONSOLIDÒ IL SUO IMPERO.

Nel 612 AEC, la città di Ninive cadde sotto la coalizione medo-babilonese e questo anno contrassegnò la fine dell'impero assiro. Tuttavia, l'ultimo re assiro, Assur-uballit, lottò per riconquistare il potere sostenuto dall'aiuto degli egiziani sotto il faraone Neco II (ca. 610-595 AEC). Neco II fu sconfitto in battaglia da Nabucodonosor II nel 605 AEC vicino a Carchemìs e poco dopo Nabopolassar morì, per cause naturali, a Babilonia. Nabucodonosor tornò in città come un eroe di guerra e fu incoronato re verso la fine del 605 o all'inizio del 604 AEC.Per i dieci anni successivi Nabopolassar combatté gli assiri mentre Nabucodonosor cresceva, beneficiando sia di un'educazione militare, che di cultura in generale e amministrazione governativa. Nel 615 AEC Nabopolassar attaccò la città di Assur, ma non riuscì a prenderla finché i medi sotto il loro re Ciassare non si unirono alla resistenza e Assur cadde. Poi Nabopolassar strinse un'alleanza con la Ciassare confermandola con il matrimonio di Nabucodonosor con Amytis, la figlia (o nipote) Amytis di Ciassare.

Nel 612 AEC, la città di Ninive cadde sotto la coalizione medo-babilonese e questo anno contrassegnò la fine dell'impero assiro. Tuttavia, l'ultimo re assiro, Assur-uballit, lottò per riconquistare il potere sostenuto dall'aiuto degli egiziani sotto il faraone Neco II (ca. 610-595 AEC). Neco II fu sconfitto in battaglia da Nabucodonosor II nel 605 AEC vicino a Carchemìs e poco dopo Nabopolassar morì, per cause naturali, a Babilonia. Nabucodonosor tornò in città come un eroe di guerra e fu incoronato re verso la fine del 605 o all'inizio del 604 AEC.

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Consolidamento e restauro di Babilonia

Nabopolassar formò il suo impero con la conquista del 616 AEC e Nabucodonosor II attinse a queste risorse per rafforzare e ampliare le sue forze armate e per impegnarsi in progetti di costruzione. Assorbì tutte le precedenti regioni dell'impero assiro ed estinse qualsiasi resistenza si proponesse. Nel 598/597 AEC marciò contro il regno di Giuda in Cànaan e distrusse la sua capitale Gerusalemme, esiliando i cittadini più importanti della città a Babilonia (periodo conosciuto come la cattività babilonese). Un'ulteriore resistenza da parte di Giuda avviò in un altro ciclo di campagne militari tra il 589-582 AEC che ridusse il regno e disperse la popolazione. Quando la città cananea di Tiro cadde finalmente sotto un lungo assedio nel 585 AEC, Nabucodonosor II aveva consolidato il suo impero.

Lion of Babylon, Ishtar Gate
Lion of Babylon, Ishtar Gate
by Jan van der Crabben (CC BY-NC-SA)

Si impegnò poi in progetti di edilizia monumentale per rinnovare e ristrutturare completamente tredici delle sue città, comunque impegnandosi al massimo per la più famosa: Babilonia. La ricercatrice Susan Wise Bauer commenta:

Doveva affermare e mantenere la sua posizione di grande re e si mise a farlo come i re mesopotamici avevano fatto per duemila anni: iniziò con opere edili. Le sue stesse iscrizioni documentano il restauro e l'aggiunta di un tempio dopo l'altro nella stessa Babilonia. Babilonia era la dimora del dio Marduk e la devozione di Nabucodonosor a Marduk era anche una celebrazione del trionfo babilonese. (447)

Nel 600 AEC, Babilonia era così impressionante da essere considerata il centro del mondo: e non solo dagli stessi babilonesi, ma apparentemente anche da altri. Una tavoletta di argilla risalente a questo periodo, scoperta nelle rovine della città di Sippar (a nord di Babilonia) e attualmente conservata nel British Museum, illustra come il mondo antico ruota intorno a Babilonia. La tavoletta ha la pretesa di essere una mappa del mondo, ma in realtà emargina la maggior parte delle regioni che circondano Babilonia, compreso Sippar. L'origine della mappa è babilonese e non si sa come sia arrivata a Sippar, ma è possibile che questo pezzo sia uno dei tanti posseduti dalle città che hanno onorato il regno di Nabucodonosor II e il suo grande centro urbano. Michael Kerrigan annota:

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Nel presentare una visione del mondo, qualsiasi mappa presenta allo stesso tempo una "visione del mondo" - un insieme ordinato di ipotesi e atteggiamenti. Questo, con il suo arioso metro-centrismo, il suo apparentemente incontestabile assunto che Babilonia fosse il fulcro delle cose, la dice lunga sulla fiducia in se stessa della città. (36) 

I grandi templi e monumenti hanno acquistato importanza e sono stati resi accessibili da nuove strade e particolare attenzione è stata data alla creazione della via processionale per la festa di Marduk, durante il quale la statua del dio è stata presa dal tempio è condotta in processione attraverso la città e oltre le porte. Questa strada era larga circa 21 metri e si snodava dal complesso del tempio nel cuore della città attraverso la Porta di Ishtar a nord, una considerevole distanza di oltre mezzo miglio (quasi un chilometro) di lunghezza, con mura che si innalzavano per oltre 15,2 metri su entrambi i lati. Questi erano decorati con oltre 120 immagini di leoni, draghi, tori e fiori in oro.

Nabucodonosor II era particolarmente orgoglioso della Porta di Ishtar e della strada processionale e provvide a un'iscrizione che le descriveva e la ragione per cui le aveva create, che in parte recitava come aveva fatto edificare le porte:

...di mattoni con pietra blu su cui erano raffigurati meravigliosi tori e draghi. Ho ricoperto i tetti posandovi sopra maestosi cedri per tutta la lunghezza. Ho montato porte di cedro ornate dibronzo a tutte le aperture dei cancelli. Ho messo tori selvaggi e draghi feroci nei portali e così li ho addobbati con un lussuoso splendore che la gente può ammirare con stupore. (Kerrigan, 39)

Le mura di Babilonia e la Porta di Ishtar erano considerate così impressionanti che alcuni scrittori antichi sostenevano che avrebbero dovuto essere incluse nella lista delle sette meraviglie. Babilonia è stata inclusa in questo elenco ma per un'opera diversa: i giardini pensili.

Hanging Gardens of Babylon
Hanging Gardens of Babylon
by Martin Heemskerck (Public Domain)

I giardini pensili di Babilonia

I giardini pensili sono l'unica delle antiche sette meraviglie la cui esistenza è contestata perché non è stata trovata alcuna prova archeologica e le uniche notizie che si hanno sono posteriori alla caduta di Babilonia. Ancora più significativo è il fatto che la famosa iscrizione dell'East India House (ne prende questo nome perché scoperta da un rappresentante della East India Company nel 1801 EC), un inno di lode scritto dallo stesso Nabucodonosor II che si vanta di aver abbellito la città, non fa alcuna menzione dei giardini pensili. Essi sono descritti più esplicitamente in un passo di Diodoro Siculo (90-30 a.C.) nella sua opera Bibliotheca Historica, libro II.10:

C’era poi anche, nei pressi dell’acropoli, il giardino detto pensile, costruito non da Semiramide ma da un successivo re siro, per compiacere una sua concubina: dicono infatti che questa, che era di origine persiana e desiderosa dei prati delle sue montagne, chiedesse al re di imitare, mediante l’abile realizzazione tecnica del giardino, la caratteristica propria del paesaggio persiano. Il parco si estende da ciascun lato per quattro pletri con la linea ascendente tipica dei monti e le varie strutture si ergevano a scalinata aveva un aspetto somigliante a unteatro. Sotto le scalinate realizzate artificialmente erano state costruite delle gallerie che sopportavano tutto il peso del giardino, e che a poco a poco divenivano progressivamente l’una più alta dell’altra secondo il progredire dell’ascesa: la galleria più in alto, alta cinquanta cubiti, reggeva su di sé il piano più in alto del giardino, posto a un livello pari a quello del muro di cinta a protezione della città. Inoltre, i muri, sontuosamente eseguiti, erano spessi ventidue piedi, e ciascun passaggio tra le due mura era largo dieci piedi. I tetti delle gallerie erano coperti da travi di pietra, lunghe – con le estremità sporgenti – sedici piedi e larghe quattro. La copertura al di sopra delle travi comprendeva innanzitutto uno strato di canne con abbondante bitume, quindi una doppia serie di mattoni cotti connessi tra loro con gesso, e come terzo strato sovrapposto aveva delle tettoie di piombo, perché l’umidità proveniente dalla terra accumulata sopra non trapassasse in profondità. Al di sopra di questi strati era accumulato un sufficiente spessore di terra, sufficiente per le radici degli alberi più grandi: la terra, livellata, era piena di alberi di ogni specie che potessero, per la loro grandezza e le altre loro bellezze, rallegrare chi li vedesse. Alle gallerie giungeva la luce essendo disposte l’una più alta rispetto all’altra, contenevano molte stanze reali di ogni genere: una galleria al piano più alto aveva dei fori e delle macchine per fornire acqua al giardino, grazie alle quali cui veniva tirata su una gran quantità d’acqua dal fiume, senza che nessuno dall'esterno potesse vederne il funzionamento. Ora questo parco, come ho già detto, fu una costruzione più tarda.

Diodoro fa riferimento a un "re siro", ricorrendo alla tradizione greca che definita Assiria la Mesopotamia, oppure perché stava descrivendo i giardini della città assira di Ninive invece che quelli di Babilonia. Il re assiro Sennacherib (ca. 705-681 AEC) fece di Ninive il gioiello dell'impero assiro, proprio come Nabucodonosor II avrebbe in seguito valorizzato Babilonia. È risaputo che Ninive vantava magnifici parchi e giardini e su questa base, e a distanza di tempo tra il regno di Nabucodonosor II e le notizie riguardanti i giardini pensili, gli studiosi ora credono che, se mai sono esistiti, questi giardini erano ubicati a Ninive.

Nebuchadnezzar Captures Jerusalem
Nebuchadnezzar Captures Jerusalem
by Osama Shukir Muhammed Amin (CC BY-NC-SA)

La descrizione dei giardini che ne fa di Diodoro nel suo libro appare nella sezione che considera semi mitica regina assira Semiramide ed è possibile che egli, come tanti altri, fosse indeciso se la riguardasse o se si riferisse a una storia più tarda riguardante Nabucodonosor II e Amytis. Tuttavia, non c'è una risposta chiara a questa domanda, e la maggior parte degli studiosi aderisce ancora all'opinione tradizionale secondo cui Diodoro e gli altri storici riportavano varie versioni di un sito storico di Babilonia. Si dice che Nabucodonosor II abbia creato i giardini per la moglie che ha perso il paesaggio della sua terra natale e questo dettaglio è incluso nella descrizione di Diodoro.

Anche se a Babilonia non è stata trovata alcuna prova fisica dei giardini pensili, non c'è motivo di credere che Nabucodonosor II non li avrebbe - o non avrebbe potuto - costruiti lì. Lo studioso Paul Kriwaczek osserva:

Nabucodonosor ha caratterizzato lo stato riconquistato della città riconducendola a grande splendore. Ne ha fatto la più grande, la più splendida e per alcuni la città più affascinante che il mondo abbia mai visto prima. (262)

Anche se non c'è dubbio che ciò sia vero - quasi tutti gli scrittori antichi si rivolgono a Babilonia con un tono di timore e riverenza - non era un'opinione condivisa da tutti e, purtroppo per la reputazione di Babilonia, chi non lo era sarebbe diventato la fonte più diffusa sulla città: gli scribi ebrei responsabili delle narrazioni della Bibbia.

Nabucodonosor nella Bibbia

SOTTO IL REGNO DI NABUCODONOSOR II, BABILONIA DIVENNE UNA CITTÀ CHE NON ERA SOLO MERAVIGLIOSA DA VEDERE, MA ANCHE UN CENTRO PER LE ARTI E LE ATTIVITÀ INTELLETTUALI.

Nabucodonosor II aveva orchestrato il cosiddetto Esilio babilonese (cattività babilonese) degli ebrei dopo la distruzione del Regno di Giuda, per cui, non sorprende che gli scribi ebrei non provassero affetto per lui e per la sua città. Gli ebrei del VI secolo AEC, come molti popoli antichi, credevano che il loro dio risiedesse nel tempio a lui dedicato. Quando Nabucodonosor II distrusse il tempio di Gerusalemme, distrusse letteralmente la casa di Dio. Il giudaismo ancora una volta, come altri sistemi religiosi - si basava su una comprensione del quid pro quo in cui il popolo rendeva omaggio al suo dio e quel dio provvedeva e proteggeva il popolo. Quando il tempio fu distrutto - e poi il resto del regno - e il popolo fu portato in una terra straniera, la classe sacerdotale dovette trovare una spiegazione.

La conclusione alla quale giunse il clero ebraico fu che, in precedenza, il popolo era stato indotto ad adorare altri dei e adottare altre credenze trascurando il proprio culto esclusivo di Yahweh. Nell'era conosciuta come il periodo del Secondo Tempio (ca 515 AEC -70 EC), il giudaismo fu ripristinato alla luce della cattività babilonese per concentrarsi sul credo e sulla pratica monoteistica e, allo stesso tempo, le narrazioni che sarebbero diventate le loro scritture furono modificate per adattarsi a questa nuova prospettiva.

Babilonia e Nabucodonosor II - descritti nei termini e nelle frasi più brillanti in altre opere del mondo antico - ricevono di conseguenza un cattivo trattamento nella Bibbia. Babilonia è abitualmente caratterizzata come città del peccato e del male e Nabucodonosor II nel libro di Daniele appare come un tiranno testardo che riconosce il potere dell'Iddio di Daniele, ma non si sottomette a lui fino a quando letteralmente non impazzisce e poi è ristabilito nel suo potere. Nel secondo libro dei Re gli scribi raccontano di come è stata saccheggiata Gerusalemme. Nabucodonosor II è citato anche altrove, ma è soprattutto il libro di Daniele che ha definito la reputazione di Nabucodonosor alla maggioranza dei lettori.

In Daniele 1-4, Nabucodonosor è testimone del potere del dio di Daniele quando i tre giovani ebrei Sàdrac, Mèsac e Abèdnego rifiutano di adorare l'idolo d'oro che il re ha eretto decretando che tutti si debbano inchinare davanti a lui. Li fa gettare in una fornace, ma si salvano grazie alla loro fede e ne escono illesi (Daniele 3:12-97). L'Iddio degli Israeliti concede a Daniele anche la capacità di interpretare i sogni e fa uso di questa abilità per interpretare correttamente al re la sua visione dell'albero (Daniele 4:1-24).

Semiramis and Nebuchadnezzar Build the Gardens of Babylon
Semiramis and Nebuchadnezzar Build the Gardens of Babylon
by RMN (Public Domain)

In questo racconto l'evento più drammatico per Nabucodonosor è quando una voce scende dal cielo dichiarando che presto impazzirà e che succederà rapidamente (Daniele 4:25-30). Si dice che Nabucodonosor sia stato "scacciato dagli uomini e che abbia mangiato l'erba come un bue, e che il suo corpo sia stato bagnato dalla rugiada del cielo fino a quando i peli non siano cresciuti come le piume delle aquile e le unghie come artigli di uccello". (4:30). La follia dura sette anni, proprio come aveva predetto la voce dal cielo, e poi la sanità mentale del re viene ripristinata e si rende lode a Dio.

Conclusione

Anche se il libro di Daniele è una narrazione affascinante, non c'è una conferma esterna per la storia della follia del re né di una particolare vena di testardaggine. Non sorprende che un popolo che si sentiva vittima di questo re lo rappresenti negativamente nelle sue narrazioni, ma ciò non significa che tali narrazioni siano storicamente accurate.

In altre fonti Nabucodonosor II è raffigurato come un grande re che non solo ha riportato Babilonia al suo antico splendore, ma l'ha trasformata in una città di luce. Sotto il suo regno, Babilonia divenne una città che non era solo meravigliosa da vedere, ma anche un centro per le arti e le attività intellettuali. Le donne godevano di pari diritti rispetto agli uomini sotto il governo di Nabucodonosor (anche se non completamente uguali in termini di status secondo gli standard moderni), le scuole e i templi erano abbondanti e l'alfabetizzazione, la matematica, le scienze e l'artigianato fiorivano insieme alla tolleranza e all'interesse per altre divinità di altre fedi e per le credenze di altre culture.

Per molti versi, la mappa in ceramica che rappresenta Babilonia come centro del mondo era accurata. Nabucodonosor II immaginava una città alla gente, da sempre, avrebbe guardato con stupore e poi ha fatto di quella visione una realtà. Morì pacificamente nella città che aveva costruito dopo un regno di 43 anni, ma Babilonia non sarebbe durata nemmeno altri 25 dopo la sua morte. La città fu conquistata persiani nel 539 AEC e i successivi tentativi di restauro da parte di Alessandro Magno non la riportarono mai più alle altezze che aveva conosciuto sotto il regno di Nabucodonosor II.

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About the Translator

Giuseppe E. Bertagna
Titolare dell'agenzia di traduzione GEB Traduzioni che presta servizi nella localizzazione e traduzione di varie lingue.

About the Author

Joshua J. Mark
A freelance writer and former part-time Professor of Philosophy at Marist College, New York, Joshua J. Mark has lived in Greece and Germany and traveled through Egypt. He has taught history, writing, literature, and philosophy at the college level.