I Mitanni alla Corte dei Faraoni

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Book Details

Author  Antonio Crasto
Publisher  Harmakis Edizioni
Publication Date   October 6, 2015
ISBN 
Pages  256

Description


La XVIII dinastia egizia vide la presenza di alcuni sovrani guerrieri (Thutmose I, Thutmose III e Amenhotep II) che svolsero un'azione di conquista e controllo delle città stato del Vicino Oriente, incrementando considerevolmente i tributi che annualmente arricchivano il tesoro del regno.

La dinastia si caratterizzò anche per il nascere di due anomalie religiose: il regno del faraone donna Hatshepsut, matrigna e coreggente di Thutmose III, e il periodo "eretico" di Akhenaton (donna).

La comprensione di queste "eresie" porta a riconsiderare la religione egizia, ipotizzando un'antica religione stellare, basata su 8 / 12 divinità associate agli astri del Sistema solare.

L'originale visione di una dea madre stellare (Horus l'antico / Hathor) e un dio padre stellare (Ra / Horakhty) venne sostituita dal Mito di Osiride, che, ispirandosi a una catastrofe planetaria che coinvolse alcuni pianeti del Sistema solare, costruì un'allegoria del Diluvio Universale del 5500 a.C., creando alcuni importanti sincretismi degli dei stellari: Hathor, Sah e Apophys, con gli dei terreni: Iside, Osiride e Set.

La religione di Osiride fu associata alle teofanie solari: Ra (Era del Toro) e Amon (Era dell'Ariete), ma esse furono sottovalutate dai sovrani Hatshepsut e Akhenaton, su ispirazione rispettivamente dell'ebreo Senenmut e della mitannica Nefertiti.

L'influenza di personaggi mitannici a corte si può cogliere con la presenza: della principessa Mutemuia, del principe Yuia e della sua sposa Tuia, della loro figlia Tiye e della principessa Gilu Heba / Nefertiti.

Alcune situazioni sembrarono compromettere la dinastia: la sterilità di Tiye, la nascita di un solo erede maschio, Thutmose, una malattia di Amenhotep III e una grave epidemia di peste.

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